Nell'anfiteatro dell'inconscio
Si risolleva
una nenia speranzosa,
tra gestualità inconsulte,
liberata da parodie espressive.
Una coreografia spossata
della confusione sensoriale,
ai margini di luminosità traballanti
figlie di torce dalla fiamma putida.
Ammiro il male che s'allieta
nel barlume dell'abitudine;
saccheggia albe e crepuscoli
affaticando le stelle sbigottite.
D'altronde la luce
è interludio tra le ombre.
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Commenti (2)
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Francesca Coppola3 luglio 2008
Lessico ridondante per una lettura interessante. Alla prossima!
Mirella Crapanzano3 luglio 2008
Come nello Yin e nello Yang, la luce è il contraltare delle ombre, è l'altra faccia del movimento, del cambiamento, che si rincorre, nel ciclo incessante della vita e delle sue mutazioni.. altrimenti la vita stagnerebbe... una poesia interessante, che offre spunti di lettura ulteriori... piaciuta!
