Il conto
Un setaccio la vita
che quando passa non trascura niente:
cerne bello e brutto, il buono ed il cattivo
il giorno e la notte,
convoglia tutto e presenta il conto.
Alla miseria oltraggio, vaglia l’oro e la ricchezza;
all’indigenza vera compie il suo viaggio;
taglia le glorie e la virtù
e l’ozio e l’agiatezza
il genio di pochi e l’artificio di molti
gli stolti ed i sapienti con il capo chino
e perfino il saggio consegna il suo di buon senso.
Macina i vip e la matrona indegna,
la poltrona dei grandi non avvezzi al censo
ma disposti a pagare per accomodare.
E l’onestà dei rari sempre pronti
ed io ed i miei stracci
che non m’importa di scure e di setacci,
da tempo pronto a saldare il conto
con porta sempre aperta al gioco della vita
finita appena cominciata.
(2005)
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Commenti (1)
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Giovanni Monopoli5 luglio 2008
arriva sempre il momento di dover pagare il conto, non importa quando, l'importante è l'essere pronti con la convinzione di aver dato e fatto tutto... l'augurio è che arrivi quanto più lontano possibile per continuare a fare e dire e sopratutto a scrivere belle poesie
