Considerazioni di un volatile mancato
Ho ascoltato il vuoto e l’ho lasciato risuonare.
Non si è esteso che la durata di alcune eco.
Mi sono protratto verso l’annullamento
Evitando ad ogni costo la ribellione,
Facendomi soltanto ma irrimediabilmente attrarre
Dalla soddisfazione della mia decadenza
Ho fissato i muri
Notando come il bianco sia sempre macchiato di Distruzione
Ho anelato, anelato, anelato
La mia Distruzione
Ad ali bruciate provai dunque la serietà del Borgo:
vi derisi, o artisti
i vostri giudizi erano labirinti
e io mi ci persi,
io che non sono Teseo,
non trovo le uscite
e non uccido i miei problemi.
Il mio dolore è un Nilo che mi attraversa,
la sua sorgente non si può trovare –
la sua foce è il vasto mare.
Accogliete questo monito o genti:
Non c’è bisogno d’essere Icaro per sapere che il sole brucia.
Non c’è bisogno d’essere me.
©
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