Senza titolo
Immagine buona per specchi opachi
La mia nuova ossessione
Non essere riflettente
In quanto sogno di divinità addormentata
O gioco di divinità
O io stesso divinità sognante
Clessidra infranta
Granelli di sabbia spazzati dal vento
Frantumato lo specchio vedersi realmente
Essere il frutto di un sogno cosciente
Vivere appeso alle proprie impressioni
Di divino sognante
Responsabile di mondi
Dormire sugli universi sospesi
Mentre gli abissi uno ad uno gravano sulla mia testa
Distruggo volentieri ciò che ho costruito con sudore
Offro la mia noia ai cieli come parziale compenso
Estendo la mia tenebra al di sopra dei vostri silenzi
benché più solo di voi
non ho mai avuto paura di cadere
perché i ponti
si materializzano lungo il mio sguardo.
©
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Commenti (1)
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Havier De La Roi25 settembre 2008
il fascino del nostro dio... si nutre e si riproduce nel nostro io... la chiusa in sè, è fautrice di consapevolezze innate, che valicano scoscesi sentieri, per bere dalla fonte... come prima di noi, i nostri predecessori...