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Amore 9 luglio 2008 · lettura 3 min · 2688 letture

Non udite, non sopraggiunge fino a voi

Angelo Michele Cozza 240 poesie pubblicate
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Non udite, non sopraggiunge fino a voi una armonia di tremiti e di accordi, non vi acceca, come astrale luce lo sfavillio delle mie ansie pupille quando ardito dinanzi vi sosto? Un canto a voi noto si rifà vivo e disperato risuona per erme vie, una pena antica e acerba ravvivano! Sfinito dall'esecuzione mille volte eseguita del motivo tratto da uno spartito da voi composto e poi da indifferenza senza ragione reso illeggibile, si fermerà un giorno il cuore orchestrale che sorda uditrice mai avete ascoltato. Ah il nulla ricorrente che da voi raccolgo il suo riso beffardo venirmi incontro e nel baratro gocciolarmi a stilla a stilla! Il ridicolo con le sue movenze che si mescola all'orrore del nulla, lo star fermi e attendere nuovi colpi, adorare il simulacro di una invisibile fiamma che non illumina l'angolo cieco ove per voi mi incatena aguzzina una riscatenata speranza! Un tempo, diffidaste ricordo dei miei slanci umani, fuggiste ai primi balzi del cuore come davanti a un figurato nemico; persuasa da insediati dubbi arretraste allo scoppio dei miei moti, mai pensaste al di fuori di voi stessa.. Persuasa da altri che era d'obbligo avere certezze, mai accorreste a gride d'amore: come lastra di ghiaccio ispessita non cedeste al procedere dei miei passi! Più volte, persavi per sempre tentai di ridisegnare la mia vita, ma solo timide linee inespressive, scarabocchi contorti e senza senso io riprodussi poi deluso sulla pagina bianca ove in prospettiva usavo proiettare il mio destino, divinatore inconsapevole di un venire di giorni insopportabili. Avreste dovuto saperlo che l'amore non muore per i colpi inferti dalla sferza di un diniego, che non recede senza un'illusione in una orrenda conca d'indifferenza e che pur senza respiro, ansimante per supplizio atroce brama parlare! So che non vi è miracolo che possa ridar vita a ciò che è morto eppure, rieccomi a bussare alla porta dorata ma sempre sprangata dietro cui, affastellate e irraggiungibili, giacciono le preziose cose perdute. Fantasticherò in perpetuo che nulla di irrimediabile sia accaduto, che tutto ciò che non ho raccolto, evanescente volato via non sia, che una forbice ideale tuttora esiti a recidere un filo invisibile su me annodato e che a vostra insaputa, stretto ancor mi rilega a voi.. Ah se in un giorno di oscura noia ravveduta dal ricordo del vostro fallo, in un attimo di follia, inspiegabilmente confusa dal prima e dopo vi accadesse di sostanziare la mia ombra e stringerla in un impeto di baci!  
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L'autore
Angelo Michele Cozza

Biografia Sono nato il 16 gennaio 1947 a Valva (Sa), un piccolo paese della valle del Sele, dove ho vissuto i primi anni dell'infanzia. Da molti anni vivo a ........ in terra di Bari.La mia famiglia di origine, per diverse ragioni, si trasferisce nel 1953 a Napoli. Sono anni difficili, si vive alla giornata. Mia mad

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