Arrendersi al ricordo
Ecco lei
che tremante di grazia
incredula china il capo
arrossendo agli elogi.
In una mia poesia scrissi di averla dimenticata,
scrissi che avrei cessato di costruirmi labirinti nei quali perdermi
perché comunque ogni strada non faceva che ricondurmi a lei.
Giravo, giravo, tornavo all’inizio.
Con quale fine?
Non resta che riconsegnarsi vivi al suo ricordo,
che è meno gentile di lei.
Il suo ricordo è una musa crudele dalle mani rosse,
d’un rosso che l’acqua non lava
e priva di grazia
crudele musa
che nel sangue si sazia.
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Commenti (1)
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Angioletta9 luglio 2008
il ricordo scava, scava per annidarsi nelle pieghe piu' profonde, quando pensi di aver dimenticato eccolo che riaffiora vivido e nitido!! molto piaciuta