Favola di Ginevra
Masticando la vita,
assaporasti giornate d'Amore
insieme al tuo Re:
sapevan di muschio e ciliegie,
d'incenso e di rose
e nel cuore
l'ardore che solo gioventù conosce,
i tuoi occhi,
due laghi dove lieti naufragare
arrendendosi al riflusso
delle tue ciglia.
Ma
mai sempreverde è l'albero della passione.
Né la rampicante edera di queste mura
né le putride segrete, buie d'Inferno,
trattennero la tua voglia di odorare
ancora di avventura
e pronta donasti al cavaliere lacustre
la polpa del frutto proibito
dell'adulterio.
Non fosti tu a piegare Camelot
alla morte ed alla miseria
ma quel duro nocciòlo che,
vecchia e sola, ti lasciò
alla tacita ombra di un chiostro.
©
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