Ti chiamerò "Tristezza"
Ti ho riconosciuta
danzatrice dei miei giorni
mentre in punta di piedi
dentro me entravi.
Come linfa ora
scorri nelle mie vene
per offrimi la "non vita".
Foglie d’ edera le tue mani
avvinghiate sulle mie gambe
per tirarmi sempre più giù
in un baratro senza fondo.
Sparse sul mio corpo
macchie di fango
a non dimenticarmi
che stai paralizzando
il mio ESSERE
tra le tue sabbie mobili
per ingoiarlo.
Invano cerco di muovermi
per uscirne
per salvarmi
Invece...
Tutto quel che faccio
mi immobilizza ancor di più.
Nei miei occhi il vuoto
sotto i miei passi il buio.
Pelle giovane
veste un’anima pesante
che non sa dove andare.
Ossa doloranti
in un corpo sano
che vorrebbe dormire.
Solo il rumore del mio cuore
a tenermi sveglia
per ricordarmi che...
IO ESISTO
©
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