Scorrendo una notte alla notte
Nel verde che cade
il vento cambia l’umore
in giro in quegli istanti
in faccia all’attorno
e asciuga l’argilla fino alle ossa.
La luce da una finestra
è una lucciola.
Batte una tenda.
Non so chi sia
seduto su quella sedia
dirimpettaia dell’ombra concreta.
Appaiono di là dopo tutto
le soggezioni dicibili e indicibili.
Devo arrivare a gridare
per svegliare un sì
e son muto
come il mattino non sa spiegarsi
verso quell'angolo
quelle poche ore
qua e là all’argine di una fuga
che i venti scagliano addosso fosforescenze
sopra carri di nubi
scorrendo offuscato e incerto.
Come marosi e spuma che lavano
alla notte una notte che la copriva
a rompersi negli occhi il mare.
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Commenti (1)
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M
Mauro Zappi29 gennaio 2006
”Devo arrivare a gridare per svegliare un sì e son muto” bellissima... come sempre... Mauro