Fusione del pensiero
Lui è il dio morto, io sono il re vivente.
Questo disse a chi le chiese che cosa era in realtà.
I corvi inneggiano il suo arrivo dal lungo viaggio.
Tutti a cerchio in una preghiera generale, confusa
attorno all’unica cosa rimasta dell’assassino
un vecchio stivale nero bordato ai lati da ferro ormai arrugginito.
Una vecchia cassa sfondata
inneggia ancora i suoi inni di dolore.
Il poeta è un serpente con il pensiero
ama, striscia e morde nel cervello.
Lo diceva sempre il vecchio indiano
sul ciglio di una polverosa strada,
che il dormire è una morte temporanea.
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