Primavera
PRIMAVERA
Signora, mia Signora, ormai siete venuta
a risvegliare in me tutti i ricordi
che mi hanno fatto ridere e sperare
e pure piangere, Signora, e pur tremare.
Ormai siete venuta, voi, tutta vestita
di lino, di velluto e seta nuova,
io già vi ho vista dalla mia finestra,
passar con una viola e una ginestra,
tutta ridente e spensierata e bella.
Allora ho riso, ma dopo ho pure pianto:
siete passata avanti senza voltarvi,
senza dirmi nemmeno una parola,
e un fiore vi è caduto, una viola
e vi è caduto anche un bel profumo,
ma non una carezza e non un bacio.
L’indifferenza vostra mi dispera,
perché mai non udite la preghiera
che dal mio cuore s’alza fino a voi?
Baciatemi, Signora, come prima
e stringetemi a voi come una volta
che io mi perdevo nella chioma sciolta
dei vostri capelli azzurri...come il mare.
©
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