L'intruso
Saverio Chiti
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Chi sono io?
questo poco importa,
forse, solo un raggio di luce
arrivato da una socchiusa porta.
Un alito di vento
filtrato da una finestra aperta
e un tintinnar di note
da una stanza deserta.
Un odor che sale da una cucina,
un sapor amabile che più nessun assaggia
o uno scroscio di acqua ritmato,
che delicatamente la tua pelle massaggia.
Chi sono io?
forse a te più non interessa,
sei presa dalla tua nera ombra
e ormai, tutto inutile ti sembra.
Hai giocato le tue carte
in una partita sporca
e ti senti finita, senza più futuro,
è ormai in salita, il tratto più duro.
Non mi sono dimenticato
di quando stavo, sempre ad ammirarti
a scrutar i tuoi movimenti
sul balcone affacciato.
Ore ed ore
restavo lì, a spiarti
tu mia musa,
che sapevi ispirarmi.
Cosa ti è successo dopo quei momenti,
ricorda, hai perso solo una partita
allora gioca e gioca ancora,
perché se io sono un Intruso, tu sei la vita.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
Commenti (1)
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Berta Biagini31 luglio 2008
Riflessioni molto sofferte in questi versi che causano dolore.

