Di notte ogni giorno
Ed un gradino è corto
per far due passi.
Sai di notte ogni giorno
scende le scale.
Come cricchia il cucchiaio
sul fondo della pentola raschiando.
All’unica finestrella
per aprir bocca
col dito sulle labbra
l’aria ai segreti.
Gli occhi bassi di un lampione
ciondolanti bevendo ombre
come un ubriacatura
per far ballare un gatto.
E qui i punti bianchi più in fretta
non sono nuvole
ma gabbiani.
E la rugiada piange finché cade.
Getta l’ultima illusione come nel gioco i dadi.
A volte ritornano
al bivio che m’interroga
sperando di sentire
se batte il cuore
in un deserto d’indifferenza.
E finisce qui il rifugio
come una conchiglia
che origlia il mare.
Tutto tace anzi parla.
©
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