Volo

ti ho fatto volare in cieli di porpora
ti ho portato dove mai fosti,
ma tu ora,
non sai più sollevare
il piede dal suolo
ti ho costruito allora
ali di parole
ma non le hai volute adoperare
tu hai smesso di volare
mi sono tagliata le piume
per poter rimanere con te,
ma la tristezza mi uccideva
ho sentito le ali ricrescere
e ho ripreso il cielo,
ma tu
che hai amato le mie piume
monche e sgualcite
senti di nuovo l'aria spostata
dal mio volo e lo temi
mi tieni per la caviglia
con una debole mano d'amore
aprila, per favore...
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (1)
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Frammento3 agosto 2008
.. ci sono mani di cemento.. senza però solide fondamenta.. questa che descrivi ne fa parte.. la aprirà, presto o tardi.. Bella..

