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Introspezione 6 agosto 2008 · lettura 2 min · 4872 letture

Sono una squaw!

Rosy Marchettini 709 poesie pubblicate
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Sono una squaw! Son figlia della natura Amo il sole, la luna il vento che porta voci di chi è stato. Leggo messaggi tra nuvole bianche, amo la pioggia che bagna i campi, fa crescere il grano Ascolto la terra essa mi parla, avvisa di pericoli, di prede vicine, di sorgenti nascoste, di nemici del mio popolo Leggo le orme impresse nella terra riconosco chi e cosa ha lasciato traccia di se stesso Sono una squaw! Capelli raccolti in trecce sciolti solo innanzi al mio uomo per lasciarli accarezzare Un'aquila reale è mia consigliera un lupo grigio guida i miei passi Sono una squaw! Di primo mattino gli uomini tutti con frecce acuminate si recano a caccia, la sera tornano al campo, la caccia è stata abbondante al campo c'è festa mangiamo, beviamo il nettare della natura gli uomini seduti vicino al capo tribù. Innanzi al fuoco, noi donne diamo vita a danze dei nostri antenati La mia casa è una tenda, la notte appartengo al mio uomo di giorno cullo i figli, lavoro nei campi. Siamo un popolo unito, nessuno può separarci conosciamo il linguaggio della potenza generatrice Nelle nostre anime scorre sangue parole e canti dei nostri padri Sono un'indiana! Sono una squaw!
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L'autore
Rosy Marchettini

Buongiorno a tutti! sono nata a Roma 68 anni fa, mi sono sposata a 20 anni ma sono divorziata Ho due femmine di 47 e 46 anni ed un maschio di 41 mi ha regalato due nipotini ed in arrivò il terzo mentre la seconda figlia mi ha regalato Matilde una bimba che oggi ha 14 anni Per motivi di lavoro ho vissuto in Africa (

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Commenti (6)

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A
Angioletta6 agosto 2008

ma che bella!! tiene incollati fino alla fine. hai descritto nei minimi dettagli l'indiana, il suo ambiente, la sua gente.

L'autrice dimostra un amore sincero verso gli Indiani d'America. Soltanto che viene fuori una lirica bucolica e leggera. La poesia a mio parere dovrebbe dare più spazio anche alla realtà contemporane di un popolo altamente civilizzato che per la cupidigia dell'uomo è stato ed è, purtroppo ancora, chiuso in riserve di stato e svilito nella dignità. Poesia bella.

Berta Biagini6 agosto 2008

Versi che riescono a mettere una certa allegria in chi legge, talmente sono travolgenti.

Paolo Ursaia6 agosto 2008

Una visione, un desiderio, un afflato dell'anima... ben descritta, avvincente poesia, piaciuta

Josy6 agosto 2008

Da questi appassionanti versi emerge l'animo libero dell'autrice, bellissimo inno alla vita degli indiani scandita dai ritmi della natura che non siamo più in grado di ascoltare. Sarebbe bello ritrovare questo slancio e Rosy è in grado di farcene assaporare la vera essenza. davvero splendida

M
Marina Como7 agosto 2008

Una volontà dell'autrice di voler vivere libera da vincoli e riprendere il contatto con la natura. Come gli indiani d'america facevano. Tuttavia nella poesia manca quel certo non so che che scavi dietro le apparenze di una vita da film western. Forse mi dovrei spiegare meglio, leggendo mi aspettavo di trovare una introspezione del personaggio che invece mi è mancata (colpa delle mie aspettative, probabilmente!) Ma l'uso dell'esclamativo mi è molto piaciuto (in questo caso, poiché non ne sono solitamente entusiasta) perché rafforza quello che secondo me è il trasudo di questa poesia: il senso di liberazione che si vorrebbe avere.