Rinasco
In mezzo alla mia vita
trema la terra
che mi fu madre
ed il lamento
lacera le viscere
partorendo dolore
e poi innaturale silenzio
confonde mi avvolge.
I mostri hanno gli occhi del nulla
serpi nascoste tra le ombre
paure soffocate tra singulti.
Mi chiami
la tua voce di vento
spazza la polvere morta del mio cuore.
Sento precipitare le ombre
della mia infanzia
e come volo di albatri
dall'oceano dei miei pensieri mi allontano.
Oh quanto tempo
ho vissuto rifiutando vita
ora rinasco...
nello spazio aperto della nebbia
il tuo viso.
Voglio dormire nella tua notte chiara
penetrare la tua ombra che non è mia
e farmi possedere
cullata dalle tue acque
ora tempestose ora tranquille.
I tuoi occhi carboni ardenti
bruciano passato
e sulla scia dei tuoi versi
ritroverò pianeta
e un Dio mite
in un paradiso di luce.
©
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Commenti (1)
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Salvatore Azzaro da Giarratana9 agosto 2008
L'autrice in questa poesia esprime tragedia e amore in modo ermetico e dolce. La rinascita è un richiamo a "Fenice", il risorgere dalle proprie ceneri. L'Amore in questo caso è un riferimento forte e stimolante. La chiusa, riferita alla luce, da un sussulto e un brivido. Bellissima lirica.
