Tre sponde
L Falchero
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Qui in punta agli scogli
s’ode un più schietto borbottar dell’onde
in risposta e in coro
alle compagne che sulla spiaggia
più distese van frusciando.
Non si tace il lago
è un incessante conversare
un palpito, un respiro
millenario di gigante
Solo un gelo infinito
lo potrebbe addormentare.
Anche il mio amor dannato
è lago in me che non ha pace
che mi strema, m’incanta
e mai si tace.
Un aeroplanino rosso e giallo
distoglie gli occhi ed il pensiero
plana sull’acqua nella luce tardiva
che rimesta i colori
in un tono scuro indefinito:
tavolozza di bimbo impiastricciata
Dalle sponde del Verbano
migran le mie parole
si levan sull’orizzonte
portate da rondini invisibili
e mi ritorna un’eco, un canto
dalle rive d’uno specchio piatto e nero,
che tra i monti della Sila
mi riflette il cuore.
Dai nostri laghi lontani
ci doniam solo parole
che si fanno arcobaleni
e ponti lunghissimi nel cielo.
Ma non v’è ponte,
né volo per le sponde
di quell’isola accucciata
ai piedi dell’Italia
donde più nulla ormai mi giunge
tranne un freddo irreversibile silenzio
e un penetrante odor di mare e di ricordi
che paiono ghiacciare e ammutolire
i laghi
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
L Falchero
Nata in un paesino vicino al lago Maggiore nel 1956, vissuta per 30 anni a Milano, dove mi sono laureata in architettura, sono ritornata ai luoghi natii e ho ripreso da alcuni anni la mia antica passione: scrivere. Poesie, racconti, un romanzo d’amore: Amarsi nei secoli SBC edizioni, pubblicato nel 2007 e steso
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