Il cinese
Il Cinesa salutò
scettico l’uomo bianco
rallentò il passo
e rispose con ritardo
Ci vedono tutti uguali
e il mio amore Svedese
non potrà mai veramente amarmi
in un abbraccio
vede tutta la Cina
e noi siamo in tanti
milioni di milioni
in una sola identità visiva
Andò da un chirurgo
si fece allungare il naso
e due caverne sopra gli occhi
Colorò i capelli color grano
.. tornò dalla ragazza
e questa quando lo vide
...più che un finto Europeo
posso averne uno vero
perché sei stato così malvagio
da cambiare ciò che io vedevo?
Il Cinese tornò a casa
.. figlio mio disse la madre
ti ebbi con infinita gioia
e tuo padre con orgoglio
a vantarsi della tua somiglianza
e tu ora fai di tutto per sembrare
un figlio della colpa
per noi e la tua terra
Il Cinese si guardò allo specchio
e non si riconobe
capì che per il mondo
in mille posti
tra mille sbarchi
aveva perso la sua anima
Forse era lui
lo trovarono in mare
i pesci avevano visto
solo una carne che non si poteva
più sprecare
e il volto la parte più spoglia
per cominciare
a incantare la fame
-------
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Rosy Marchettini19 agosto 2008
Una storia, un mesaggio molto importante quelli scritti dall'autore in questa poesia! Rmanere ciò che si è, non rinnegare se stessi, la propria terra! Una morale a volte difficile per essere accettata da chi non accetta se stesso eo vuole apparire diverso dalla persona che è! Piaciuta molto!
