Senza l'eco di un ritorno
Mi cerco, perso
in un cesto di luci spente.
E nel magro avvenire di stelle mi abbandono
nei giardini maturi di nebbie
a riempire le mani al cielo.
Fossi stato vento, avrei
portato via il profumo migliore alla notte
nell'attimo che lascia appannare l'occhio
al ventre
togliendo al limpido d'essenza
l'appartenenza al tempo
fossi stato
della purezza il complice
avrei bevuto il tuo guardare
invece
sono carne da bruciare
al lento calare del sole
e nel buio annido
privo di luce alcuna
l'esilio
senza l'eco
di un ritorno.
©
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