Ascolta
La terra che ci è madre
non risponde mai a caso
trema sotto i miei piedi
mi fa dimenticare dove sono
tu dove sei
dove sarai andato
lasciando i libri sulla sedia
una bottiglia riversa
di buon vino
lo sbattere di una finestra
esprime il vuoto
immenso
questa sera
che non rispondi
all'eco del tuo nome
nella stanza
buia
rimbomba
e cade
cadono le mie lacrime
dicendoti perdono
ho lasciato nel letto
il mio profumo
una traccia di me che non poteva
darti aiuto alcuno
la lettera incisa sull'asciugamano
una tazza con le labbra disegnate
come da mani di bambino
tutto è incolore
a un tratto disumano
l'assenza mia
la tua di conseguenza
trema di più la terra
qui nella penombra
sulla maniglia che si chiude
anche la mia mano trema
la stringe
ed esita
ecco
la fine
tutto si ferma
©
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Commenti (1)
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Paolo Ursaia26 agosto 2008
Poesia immensa... un dolore quasi palpabile, l'assenza, l'affetto che non finisce. Letta d'un fiato, e riletta. Molto piaciuta
