Palude

mi sbatti come un'onda
sulla faccia
ho fatto rossa la tua acqua
ed ora immobile
accolgo questo schiaffo
liberati
liberami
e come vento abbracciami
facciamo nostro il lontano
lontano
da questa palude...
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (2)
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Rosy Marchettini29 agosto 2008
versi che incantano. bella la metafora della palude con la vita, quando questa risulta essere avara di doni. Versi iniziali tristi, poi cambiano in un invito a ricominciare al di là di tutto e tutti. Così l'ho letta. Piaciutissima.
Frammento29 agosto 2008
...sorrido... Torneranno tuttti... per un perdono o per un altro schiaffo... Aspettiamoli con il sorriso... di chi... ha dimenticato... senza farlo mai... Bella...


