Ospite
Sono solo me stesso
amando senza incerti,
non acqua che scorre
su fango e detriti.
Vivo trascinando
il colore del dolore,
tra me ed il mio essere
costruisco ponti,
e regalando sorrisi
al mio sentire
sbatto la porta.
Guardo nella valle,
da sempre ci vivo,
anonimo paese
di tetti vissuti,
ospite sono
d'albergo importato.
©
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Commenti (4)
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Berta Biagini29 agosto 2008
Il poeta vuole essere se stesso come sempre - vive ascoltando il suo dolore - elargendo amore - ammirando il luogo dove è nato oggi si sente come un ospite in casa sua. Così l'ho letta. Versi che regalano sempre una grande pace.
Paolo Ursaia29 agosto 2008
Intensa, malinconica... versi scabri, anche se nella consueta eleganza. Piaciuta
Antonio Biancolillo30 agosto 2008
Nelle parole è un sentirsi fuori dai suoi luoghi abituali con una tristezza del dolore combattuta con se stesso. Non riconosce la sua vita: Profonda.
Clelia Maria Parente1 settembre 2008
Pur elegantemente scritta esprime questa lirica tanto dolore e nostalgia... Bellissima!




