Circus (anche lui... come me...)
ridevo di voi pupazzi
burattini, pagliacci tristi
col sorriso fatto di vernice
ridevo di voi
mentre ingoiavo lacrime
lacrime al petrolio
e le mandavo giù
fino a trasformare il mio cuore
in un pozzo
un giacimento nero
ora ho anch'io i vostri fili
la stessa mezza luna
disegnata con le tempere
il naso rosso
e spruzzo acqua dal mio fiore
cammino su un filo appeso
mentre rido e lancio in aria i birilli
e se guardo in basso ho una paura matta
ma non guardo in basso
in prima fila vedo un bambino
un bambino con la barba
che ride
mentre ingoia un pianto nero
anche lui... come me...
odia i pupazzi,
i pupazzi come me
e anche lui... ride, quando un pagliaccio
per sbaglio guarda di sotto
e si specchia nel vuoto
tremando, piangendo
anche lui... come me...
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Commenti (2)
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Rosy Marchettini3 settembre 2008
splendida poesia, non ci sono parole per commentare simili versi che sembrano essere urla che si ripetono al'infini come echi incontrastati! Non guarderò di sotto come i pagliacci, non mi rispecchierò nel vuoto... eppure son qui che lecco le mie ferite! Straordinaria, come la tua anima!
Jo Spurs3 settembre 2008
questo è un bel graffio. ma ora? quando siamo diventati pagliacci, che succede? si puo' tornare indietro o è un altro passo sulla strada della poesia? spero darai un seguito.

