Il canto notturno della Musa
E mi volgo, sul far della sera,
a seguir la corrente
d'un pensiero fuggente,
mentre il cielo si tinge di rosa
e ogni cosa mi sembra più vera.
Qual fanciulla ridente,
par la luna nascente,
dentro un abito bianco da sposa.
Poi la notte che cala impietosa
col suo velo di nero catrame
sopra il rosso di rame,
e nell'aria vibrante profusa
una voce soffusa
dentro l'anima, calma, risuona:
è l'antico cantar della Musa
dalla vetta Elicona,
ch'alle volte par trepido pianto,
altre un tenero sogno, soltanto.
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Commenti (2)
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Paolo Ursaia3 settembre 2008
La ricerca metrica non disturba l'armoniosità della lirica; piacevole, ben ispirata, piaciuta
B
Benito Ciarlo20 settembre 2008
Il contrasto tra l'abito da sposa e il velo di catrame della notte denota la potenza espressiva di questi versi che - mi ripeto - travalicano il mero esercizio di stile e assumono connotazioni originali molto rimarchevoli.
