Specchio

Vado riposando nella mia
anima, girandomi tra le coperte
senza trovare la pace del sogno.
E aspetto che qualcuno
bussi alla mia porta,
che qualcuno visiti
questo zingaro,
orfano di sentimenti
e passioni.
Solcato il volto
da lacrime ancora
vergini d'amore,
contemplo la detestabile
opera di un folle pittore,
osservo il lurido corpo
intriso di falsi affetti
e sporcato dalla polvere
della sofferenza: quanto
sei cara al poeta!
Tu ne accendi gli entusiasmi
per poi spegnerli con un soffio,
con un battito del cuore.
E mentre mi vesto,
getto i miei
straziati occhi sullo specchio
infranto della mia ragione,
preparandomi ad un nuovo
e forse ultimo viaggio,
con la compagnia
dei miei desideri, da me
tanto amati come
le rosse guance
di un figlio per la madre.
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Commenti (4)
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Frammento6 settembre 2008
...l'uomo è anche fatto di anestesie... Bella e profonda...
Josy6 settembre 2008
Profonda e amara come lo può essere la solitudine. Versi che si fanno leggere per la loro fluidità. Molto piaciuta!
Rosy Marchettini6 settembre 2008
Pesia molto bella, leggermente ermetica. La solitudine interiore è una brutta bestia, che può portare a squilibri mentali non indifferenti! Come sempre questo autore ci regala poesie molto belle intense e profonde. BRAVOOOO
Giulia Aurora9 settembre 2008
quella nota che accompagna tutti i poeti la melanconia bella



