Pero
Pero non è nato sotto un cavolo
come tutti i bambini.
Nemmeno la cicogna l'ha trasportato
gettandolo tra i camini.
Non è cresciuto sotto un pero
come molti posson pensare
ma è spuntato su un foglio
su uno scritto rimato composto per amare.
Lo stolto avventore un di pensò
di conquistare la sua bella
con una poesia rococò.
Allora iniziò con i ma ed i perchè
con i forse e gli acciocchè
nel mezzo i "ti garba o mia amata",
non accorgendosi di aver fatto una bella frittata.
Di fatti nel succo del testo
trasudato d'inchiostro
e verde di rabbia color pesto,
commise l'errore che gli valse
l'ira della sua bella
ed il finir su questa favella.
La sua principessa era nota
come Isabella non troppo snella.
Di lei si diceva un gran bene
ch'era colta,alta
insomma una donna vera....
ma ch'aveva un sedere simile a una pera.
IL suo amato ben lo sapeva
ma il suo cuor per lei pendeva.
IL povero cadde su quelle poche righe
scritte per sbaglio senza volere.
Quando sul finire del foglio scrisse
"Spero che ci rivedremo,pero non ti dimenticar di me"
la donna intese male l'errore.
IL pero non fu però
e l'amore per un accento non sbocciò.
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