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Introspezione 9 settembre 2008 · lettura 3 min · 1401 letture

Tai chi parte yang

Jo Spurs 95 poesie pubblicate
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Il disegno nell'aria dei gesti del tuo corpo È un sorriso inarrestabile nelle trincee della sera. Gli arabeschi fumanti del mio corpo Vogliono restituirti una ciocca di queste labbra. Tutti gli alberi radicati nel mio ventre, tutto il verde, il muschio fresco che cola nel mio profondo. Tutto, tutto un sorso di fronde vive, un morso di pan di resina È la mia cena con te. La sfera dei miei arti in riva al lago Sono la risacca di una vita di paure. La concretezza ora azzurra, mobile, del mio sguardo È il coraggio della debolezza. Questo ombelico rovente è il passaporto per il sonno! Sonno, cadere nel calore di una mano amica, scendere i gradini del mio ombelico a chiocciola nelle vermiglie stanze foderate di fiamme. Seduto, intreccio i tuoi capelli al mio petto. Le mie dita franano nella dolcezza felina Di chi possiede, nell'iride, vento incontrollato. Un soffio e mi seppellisci in una cesta di profumo. Ottenebrato, eclissato, spogliato dell'ombra del tuo corpo. Tramortito. Arruffato dalla pioggia di gocce oleose dei tuoi passi. Io sono solo occhi, pelle, labbra, ossa, lingua, dita Da tatuarti sul petto mentre guado il tuo ventre. Sirena nera, com'è naturale il trapasso del tuo canto! Il mio cuore incenerisce gettato nell'urna del lago Mentre i gatti i pesci le anatre danzano Prolungando nei miei occhi, nei miei palmi, la luce amorevole delle stelle. Accogli le mie mani lisce mentre ti scorrono sui fianchi, sono pietre levigate, nere, soffieranno argento rendendoti preziosa. Loro non ti costringeranno: non sanno serrare e neppure afferrare, non sono fauci rabbiose. Saranno un soffice destino intarsiato per te. Centro le giunture. La madreperla delle mie ossa splende e si riordina Quando tutta la mia pelle scorre su di te. T'inarchi come stella polare sull'oceano dandomi la rotta della tua felicità, mi baci come una nicchia, una tana da cui tendere il prossimo agguato. Espando un cosmo di gioielli dritto nei miei piedi. Ogni sfaccettatura ha il tuo stupore, ogni scintillio il tuo sorriso. Sarò il velluto che ti tiene stretta, sarò il battito d'ali che ti fa splendere, sarò il ruscello sul cui mormorio potrai scivolare. Occupati di me, dei miei occhi. Abbi cura del petto, delle gambe. definisci le mie connessioni giocandoti carezze su questa schiena. apprendi l'incalcolabile marea del tuo capo reclinato leggendo fra la cenere che il tuo seno fa di me. Infine, non v'è più niente che io possa accarezzare nuovamente. Ora possiamo ascoltare il canto vibrante che canta sfiorandoci. È la risata di un rutilante delfino, è l'artiglio di un indomito falco. È uno stendardo nel sole, è il fianco ombroso della montagna.
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Impressioni dopo esercitazioni tai chi alla chiesa di s. fermo (s. felice sul benaco). dall'interno verso l'esterno

L'autore
Jo Spurs

scrivo dall'età di 15 anni. il motivo iniziale era far colpo sulle ragazze, ma dato che non funzionava un granchè, ho deciso di proseguire perchè creare è la cura a tutti i mali. mi sono iscritto perchè spero di trovare, tramite i commenti e le poesie altrui, occasioni per continuare a modellare, cambiare e colorar

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