Generato nulla

Che nome dare
a questi occhi al soffitto,
a questo gemito distaccato,
mentre tu ti prodighi su di me.
Ne' fastidio né piacere.
Un nulla.
Non ne conosco il padre
e ne insulto la madre
perché nel sangue e nel muco
lo ha sgravato in me.
Chi ti ha fecondato?
Temo una partogenesi di fine,
ma so che non sono
solo miei
i suoi maledetti geni.
Vorrei abortire questo orrore
prima che una doglia
diventi doglianza
l'ultima
per un sepolto 'noi'...
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (5)
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Paolo Ursaia8 settembre 2008
Amore...? Poesia amara, dura, disillusa, senza compiacimenti. Un colpo allo stomaco. Immensamente originale e piaciuta
Frammento8 settembre 2008
...a volte i noi... devono diventare un io... Bella...
D
Diego Bevilacqua8 settembre 2008
Molto cruda anche nei suoni dei versi... piaciuta molto...
Fippo28 settembre 2008
poesia molto amara... come il tuo nome... ma molto inyensa e coinvolgente... ci trasporti nel tuo mondo di disperta rassegnazione... molto bella.
Davide Cornia29 settembre 2008
semplicemente MOOLTO BELLA... sono di poche parole ma provo molta passione nel leggerti




