Carezza d'ombra

accarezza, ombra,
la mia pelle
troppa
era la luce che ho lasciato
e gli occhi lacrimano
feriti
lasciami godere
la frescura della tua mano
che porta vita
e dissolve il sudore
di una carne troppo rossa
dammi, ombra,
quel sorriso di pace
che senza pace cerco...
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (1)
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Paolo Ursaia10 settembre 2008
Riflessione intima, sofferta, che si apre nell'invocazione finale... piaciuta, letta con lentezza

