La balena il naufrago
Leggiadro cetaceo
silenzioso a galla gorgheggia
senza annaspare l'azzurro mare
mai stanco del suo enorme peso
con le sue onde lo culla
per farlo addormentare
pienamente soddisfatto
prende acqua e con un strido
lo scaglia come turbine
nel turchese quadro
disegnando un isola di palme
un laghetto d'acqua dolce
un rustico capanno.
Stremato piccino accanto a lui
dopo aver navigato per giorni interi
parlò del suo naufragio
al grosso cetaceo
lei con attenzione dolcezza
sapendo di non aver denti
lo raccolse con l'enorme bocca
un colpo di pinne s'impennò
portando nel magico mondo
lo sfortunato naufrago.
©
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L'autore
Agostina
Ma..la mia prima 'poesia' l'ho scritta quà.Da adolescente ho creato un piccolo mondo dove chiunque poteva entrare...la mia mente era il mezzo di trasporto. Ora grande la sindrome di Peter Pan non è svanita,vivo il reale...ma a volte apro quel cassetto e decollo....Se ciò che scrivo può apparire cont
Commenti (1)
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Rosy Marchettini10 settembre 2008
Una favola in poesia, originale, simpatica piaciutissima anche perché si parla di balene animale che amo moltissimo! (le balene comunque hanno i denti). brava Agostina, apprezzata molto anche per le dolci immagini descritte!
