Il libro dell'inquietudine

Vestiti ancora della tua indecenza poi, mostrati per me.
Cancella i pensieri, ascolta
Poi spezzami addosso una parola.
Non so neanche se ci sono mai stata dentro di me.
Non so più in che parte di me mi trovo.
Le sento che si colorano, diventano sempre più scure, si fondono
Le spine si sono piegate, le punte riverse dentro la carne, sono rosso rubino.
Mettici su le labbra, fammi sentire la tua voce.
Ho questa armonica piantata nel cervello che non smette di suonare.
Ho voce forte e inflessibile, non lascio indietro alcun desiderio, non mollo.
Vestiti ancora della tua innocenza poi, mostrati per me.
Annidata dentro un'ombra che si fa sempre più scura e forte
L'anima mi beffa, ma poi...
C'è sempre quello spazio tra un battito e l'altro, e allora...
me ne sto qui, io.
Mi sfugge tutto dalle mani! Scompare, tutto
Contorti, come i rami di un bonsai
Interi gomitoli srotolati nel disordine assoluto.
Affluenti in lontananza sembrano una matassa di colori. Fili di lana
Seguo con gli occhi di chi sa guardare il fiume
prendersi, per quello che è, per come si è ripeto
Non esistono cambiamenti, solo questo
Manca sempre un battito nel cuore.
Una specie di spazio dove si è soli
dove la lampadina aveva già cominciato a bruciare
volata nella stanza del suo essere
Da brivido. Perché io ero una farfalla
c'è questo silenzio che mi prende, e le voci...
di quella familiarità che riconosco
E di nuovo quella sensazione inquietante.
Solo che stavolta non la mollo, lo porto ovunque, e ogni volta che lo apro è lì
E poi arriva un momento che non posso più ignorarlo
Io non lo so perché insisto tanto, non dovevo più leggerla, aprire
Ennesimo approccio
C'è un libro che mi porto dietro dentro in questi giorni
il libro dell'inquietudine.
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L'autore
Audelà Des Rêves
A te mano misteriosa che disegni l'’universo e disponi gl’astri con divina sapienza. Allla cieca volontà che pervade tutte le cose nello spazio e nel tempo senza fine... senza un fine. Alla natura ch'’è l'’abito della divinità. Ed al il ritmo perfetto degli’orologi che scandiscono il
Commenti (1)
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G
Gabriella Caruso11 settembre 2008
ami fernando Pessoa o Bernardo Soares che dir si voglia? tosto il libro dell'inquetudine. Poesia forte e introspettiva