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Amore 12 settembre 2008 · lettura 2 min · 3550 letture

Requiem per un amore

L Falchero 391 poesie pubblicate
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Ho vegliato come madre seduta al capezzale del bimbo morente con il capo pesante, vinto solo per brevi istanti dalla stanchezza Ho poggiato teli imbevuti di dolcezza per rinfrescare la fronte e le labbra riarse timorosa di compiere un gesto sbagliato di respirare troppo forte e destarlo dal sonno Ho atteso a lungo il risveglio confidando nella bozza di un sorriso in uno schiudersi limpido degli occhi in una nuova ripresa di forze Ho zittito le voci di chi sentenziava la fine scrollando il capo con sguardi pietosi invitandomi alla rassegnazione le ho zittite ed ora? dopo un ultimo breve ingannevole schiuder e batter leggero di ciglia dopo l'ultimo grido nel delirio rimane soltanto un agghiacciante silenzio Solo nella scorsa stagione era correre lieto sulle sponde del lago era chiacchierare festoso era gioia vitale, armoniosa allegria era gracile il bimbo ed incerti i suoi giorni ma forti e sicuri i suoi sogni e l'essenza era canto argentino e colore e poesia che strappava a un'amara condanna ed ora? un corpicino abbandonato e spento che rilascia il suo ultimo tepore in una carrellata impazzita di ricordi di rimpianti di futuro rubato anzitempo Non v'è eco alle mie grida materne. Il padre ubriaco brinda alla birreria del paese con fare tracotante e sicuro per poi accasciarsi sull'uscio incapace di guardare la morte negli occhi
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un amore, un affetto, un'amicizia profonda, un sentimento tarpato per timore d'un volo troppo incerto ...una morte che ci vede accasciati sull'uscio timorosi di aprire la porta e incontrare se stessi...

L'autore
L Falchero

Nata in un paesino vicino al lago Maggiore nel 1956, vissuta per 30 anni a Milano, dove mi sono laureata in architettura, sono ritornata ai luoghi natii e ho ripreso da alcuni anni la mia antica passione: scrivere. Poesie, racconti, un romanzo d’amore: Amarsi nei secoli SBC edizioni, pubblicato nel 2007 e steso

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Commenti (4)

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Paolo Ursaia12 settembre 2008

L'amore... sentimente grande e terribile, anche quando, per qualsiasi motivo... finisce. Versi colti ed eleganti... piaciuta

Paolo Eroli12 settembre 2008

scrivere su un tema cosi delicato... quasi un requiem di dolcezza materna ...non credo sia facile per nessuno... tu lo hai fatto con grande passione ...la poesia cvhe ne uscita ti nobilita dentro e fuori te stessa ...veramente

Angela12 settembre 2008

a volte amiamo uomini deboli come bambini andrebbe già bene se affidassero a noi le loro debolezze invece preferiscono affogarle fuori casa nei fiumi sporchi dei loro vizi. Ma sicuramente è molto meglio non averli vicino in momenti di tragedia di disperato dolore - una mamma ha bisogno di essere sola nel suo dolore non può e non vuole dividerlo con nessuno ci sono momenti in cui mamma e bimbo sono un'unica persona persi nell'estraneità del mondo - non ho parole adeguate per esprimere la mia solidarietà

Rosy Marchettini12 settembre 2008

Commentare il dolore di una mamma per la perdita del figlio non è da me, non si può! Chi siamo noi per poter fare una cosa simile? Possiamo sollo accostarci all'autrice, starle vicino, riempirla di tenerezza, di piccole attenzioni e pregare per il suo angelo tra gli angeli e per la sua mamma che riesca a trovare pace ed uscire dal suo silenzio e in nome di quel bimbo il cui futuro è stato rubato, cercare di vivere l'esistenza nei migliori dei modi e tornare a sorridere..., Laura