La mia malinconia
La mia malinconia non c'è sera che mi lasci sola,
non ha mai intenzione di andarsene via.
Travestita da te mi invita nel buio a danzare con lei
Mi porta via ...
In cieli nascosti che vedere non vorrei
Non ho paura di lei
Vado, vado e corro.
Fermiamoci ora – le dico pensosa-
Ma mi spinge sempre più ansiosa
Forse mi sbaglio a chiamarla...
la confondo con un vortice di pensieri indecifrabili
con quei suoni friabili
di dolci pani e di pani amari, che sanno di sale
E allora non mi risponde.
Inarrestabile è il moto di lei
Mi sprofonda nelle più intime sponde
Dove l'indole mia si confonde, si perde, si agita
Chissà perché lo fai...
Chissà dove mi porterai...
La mia malinconia anche se non c'è una ragione
Ha deciso che lei è la mia prigione.
Mi chiude in cancelli anonimi di vetro soffiato,
in torri maculate senza belve feroci
eppure le ore trascorse là dentro sono le più atroci.
Aprimi- le dico affannata-
Ma la sua sensibilità non è immacolata
E allora aspetto la luce vestita di grazia
Che in un soffio la mia malinconia
Porta, seppur brevemente, via .
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Commenti (1)
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Antonio Biancolillo16 settembre 2008
La malinconia che ci accompagna sempre nel nostro percorso, è sempre lì che aspetta il momento di farsi vedere e quasi come compagna, ci rimane vicino: piaciuta
