Triste
Triste come certi posti
che servirono a qualcosa,
e ora, spogli dalla grazia,
a nulla servono,
se non al ricordo.
Triste, come un cane
abbandonato dal padrone,
che ha solo strali nelle ossa
e il ricordo di quel calore,
insopportabile.
Triste come l'arte,
emozione fuggevole,
che goccia a goccia
digrada nell'otre dell'esperienza,
e l'estasi è perduta.
Molto più triste di Euridice,
certo più di Orfeo,
che se voltato non si fosse,
l'impresa avrebbe perso,
e con quella il mito.
Triste come le parole,
quelle inutili,
triste come i baci,
quelli inutili,
quasi tutti inutili.
Triste, ineluttabile,
come il tango,
che ci stringe nell'ardore,
ma ci divide nelle lacrime,
che nel tango da soli si piange.
Triste come la notte,
ovattata,
ora lenta, ora immobile,
che è triste quando arriva,
che è triste quando se ne va.
Triste come sanguinare,
che si macchia la terra
di ciò che si è,
così grande è il mistero
cosa hai perso non sai.
Triste come la lebbra,
che divora e marcisce,
triste come il possedere,
triste come l'arrivare,
impossibile, come l'essere.
Triste è la vita,
che nell'ossessione
e nell'inedia
dimenticar ci fa
d'aver amato.
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Commenti (1)
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Mg13 febbraio 2006
già nulla di più triste dell’aver dimenticato d’aver amato. molto bella. Ma lascia che ti dica..non dimenticare... quello che si è provato resta per sempre, portalo dentro di te M.g
