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Riflessioni 13 febbraio 2006 · lettura 2 min · 849 letture

Triste

J
Johnny Caspar 58 poesie pubblicate
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Triste come certi posti che servirono a qualcosa, e ora, spogli dalla grazia, a nulla servono, se non al ricordo. Triste, come un cane abbandonato dal padrone, che ha solo strali nelle ossa e il ricordo di quel calore, insopportabile. Triste come l'arte, emozione fuggevole, che goccia a goccia digrada nell'otre dell'esperienza, e l'estasi è perduta. Molto più triste di Euridice, certo più di Orfeo, che se voltato non si fosse, l'impresa avrebbe perso, e con quella il mito. Triste come le parole, quelle inutili, triste come i baci, quelli inutili, quasi tutti inutili. Triste, ineluttabile, come il tango, che ci stringe nell'ardore, ma ci divide nelle lacrime, che nel tango da soli si piange. Triste come la notte, ovattata, ora lenta, ora immobile, che è triste quando arriva, che è triste quando se ne va. Triste come sanguinare, che si macchia la terra di ciò che si è, così grande è il mistero cosa hai perso non sai. Triste come la lebbra, che divora e marcisce, triste come il possedere, triste come l'arrivare, impossibile, come l'essere. Triste è la vita, che nell'ossessione e nell'inedia dimenticar ci fa d'aver amato.
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Commenti (1)

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Mg13 febbraio 2006

già nulla di più triste dell’aver dimenticato d’aver amato. molto bella. Ma lascia che ti dica..non dimenticare... quello che si è provato resta per sempre, portalo dentro di te M.g