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Impressioni 19 settembre 2008 · lettura 1 min · 2050 letture

Intrapensando morte

Zima 451 poesie pubblicate
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fisso la pioggia nel canto controtempo ululare spine sopra le paure sopra le speranze (o non ce ne sono più) chiudi la porta al vento e raccontami quanto male fa incidere la pietra con i giorni andati e perdere le tracce del domani
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a giudicare dai commenti mi sa che vi siete chiesti tutti a cosa diavolo stessi pensando...
ieri mi hanno parlato di una persona molto malata che ha perso la speranza di guarire, così oggi, guardando la pioggia fuori, mi è tornata in mente. una persona che perde le speranze è già morta, poiché non fa nulla per vivere... a volte vorrei entrare nel dolore delle persone, per capire cosa provano, forse solo per essere loro più vicina...è per questo che, quasi come un atto di calore, dico "chiudi la porta al vento e raccontami"...come davanti ad un focolare domestico in una notte di tempesta.


sempre interessanti le vostre interpretazioni!

a silvia: io oooodio le categorie!20 settembre 2008
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Zima
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Commenti (7)

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Paolo Ursaia19 settembre 2008

Uno stile in movimento... più spezzato, ermetico; sempre di grande efficacia. Emozioni, in pochi versi. Piaciuta

S
Silvia Po19 settembre 2008

La categoria ne complica la lettura. Il titolo poi suggerisce un pensare tra sè, in un momento un po' in sospeso nel tempo (ma anche nello spazio, come indicano i vv. 7- 8- momento di morte, come assenza di vita in divenire: il sentimento di non appartenenza al passato (a cui collego le paure) finisce per annullare qualsiasi prospettiva nel futuro (nelle speranze). Testo interessante proprio perché solleva tali interrogativi, a partire da un primo verso che forse chiarisce un contesto (e chiarisce anche il v. 9, e brillante da un punto di vista musicale.

A

Ci provo! Già la pioggia è sinonimo di pianto e quindi tristezza. Sia le paure che le speranze sono taciute dal grido di dolore per il male... guardate che è tosta e non so se ci riesco! Se chiudiamo l'accesso a... qual buon vento... e quindi al domani, alle novità, ai sogni da realizzare e direi al Futuro in primis, allora ciò che già si era indurito come la pietra per gli sgambetti della vita... bhe...è bello che andato! Direi tragica ma realistica, forse molto pessimistica.

Rosy Marchettini19 settembre 2008

Poesia intensa e profonda. E' arduo e doloroso incidere il passato su pietra e non avere speranze per il domani. Piaciuta moltissimo

mp47pasquino19 settembre 2008

Fisserò gocce cadenti e l'evaporare che assorbe il male e lasciacadere ai rovi tristi pensieri, non ieri ma oggi è il futuro. Grazie per avermi ispirato ciò, ma è solo una gratificazione alla tua bravura.

versi che presagiscono oscurità e disperazione, parto prematuro di morte e mortificazione di un tempo presente che brucia e consuma ogni desiderio e fermento in attesa... impressioni serrate e incisive che scavano e ritagliano profonde suggestioni, molto piaciuta

Fabiomartini21 settembre 2008

io credo che ogni poesia dovrebbe essere letta senza la presentazione del poeta... essere letta per quel che si sente leggendola. il pathos... la tua sinceramente ne aveva poco anche se molti si lanciano in grandi e sperticati elogi. la poesia dipende da chi la legge, da quale è il livello di esperienza personale... la corteccia intendo dire, quella che ti fa venire la pelle d'oca anche se tu hai visto tutte le brutture del mondo. dopo che ho letto il tuo inciso chiarificatore ho confermato ancora di piu' a me stesso che la poesia, a parte il lato tecnico penso che sia necessario quando si scrive una poesia non pensare che come è venuta si puo' rendere pubblica ma lavorarla come si lavora la creta.