Come ti vedo oggi
Fragile indifesa
A volte vai guidata come una bambina.
Offesa dalla vita e da quell'uomo che hai sempre sostenuto,
Sopportato contro tutti
e quando noi figlie non ci credevamo più hai detto
- Indietro non si torna, questa vita non si cancella.
Lottiamo insieme, abbracciate a quella croce
Che tanto ognuno, ricco o povero, primo o poi proverà -
Invecchiata e stanca
io ti ho urlato contro
Rimproverandoti la tua ingenuità
Che tanto ci ha danneggiato...
Tanto ci ha protetto
Perché forse hai ragione tu
per vivere questa assurda vita è meglio non sapere di più.
Infreddolita, con i piedi bagnati
Senza un paio di scarpe adeguate all'inverno incombente
Ti avvii veloce come sempre - anche in questo diversa da me-
Al tuo lavoro saltuario e stremante
Che vivi con discreta dignità
Su cui qualche anno fa io mai avrei detto la verità
Ma oggi tu sei la mia forza, il mio coraggio
Di esistere e resistere anche quando non ce la faccio più.
Spaventata per l'insicurezza della tua bambina,
Stordita dall'irrequieto turbinio degli eventi che travolgono me,
la figlia tanto diversa da te,
Stai sempre lì sulla sedia di cucina a rammendare
I buchi delle nostre sere fresche di periferia
E a ricamare con la fantasia
Una trama migliore almeno per la prole tua.
©
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Commenti (2)
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B
Benito Ciarlo20 settembre 2008
Quanto amore in questo sfogo di figlia! Ma, mi permetto di dire, è, appunto, uno sfogo. Meriterebbe una rilettura da parte dell'Autrice per far diventar poesia alcuni tratti troppo prosaici e rendere meno "ovvie" alcune assonanze e rime che in questo contesto appaiono troppo isolate e disorientano.
G
Gabriella Caruso20 settembre 2008
un rapporto madre figlia spendidamente descritto. I conflitti, l'amore, la tenerezza, l'inversione dei ruoli. Bellissima