Orgoglio ferito
E' questo mio orgoglio
Distrutto da un malinconico sorriso
Aggrappato all'appiglio con dita tremanti
Si chiede se è giusto seguire le stelle,
naufragando ancora, anziché la ragione
Conscio di questo sbaglio
Alzo lo sguardo e scorgo il tuo viso
Mai occhi ho fissato così vivi, raggianti
Il sangue ribolle dal cuore alla pelle,
senza un motivo, sussurro il tuo nome
So che non può esserci ancora un inizio
Ed io, lo stupido che non merita nulla
Ti aspetto comunque che ormai sei mio vizio
E caldo, il mio petto sarà la tua culla
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Commenti (1)
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RisaDiTali25 settembre 2008
ci si aspetta un orgoglio forte, tirannico e vendicativo... invece se ne incontra uno nobile, che si domanda, che naufraga, che consapevole sussurra, aspetta e non rinuncia al vizio, piuttosto teneramente gli offre un riparo. lenta, melodiosa, ritmata sembra da un pianoforte di sottofondo, suonata da un pianista senza più la giacca, che continua a suonare anche dopo la festa.