Molise
Denti cariati incollati
a scheletri di lupi estinti
le montagne
-Schiene d'asini
le colline,
-Pagine d'un libro mai aperto
da analfabeta
la sua gente
in terra di partenza e capolinea
di vite astratte,
-Fischi di treni
il vento
liscia sangue bianco di torrenti
vene di patria
mendicano rosso di conformità
-Coriandolo d'ultima farsa
perso nel sonno indotto del cuore
posizione geografica
-Un cane stanco che morde una pulce
effige di riscatto
-Mamma porta le doglie al nord
sogno d'embrioni
-Oh mia penna! sposa la mano
il disperato canto
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Commenti (1)
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Fabiomartini22 settembre 2008
michelsanthers ogni volta che ti leggo resto sempre colpito o in un modo o nell'altro. sai che sono 4 anni che vivo in abruzzo? be' per lavoro sono stato fortunato e sono finito in una terra stupenda che spesso si intende come abruzzo e molise come se fosse un tutt'uno. bene. ho letto al tua e come sempre l'ho trovata scorrevole... una vera poesia piena di musicalità. mi è piaciuta tutta e vi ho rivisto tanti sentimenti presenti e vivi in queste vostre terre le auguzze vette inerpicate i rumori delle grandi foreste in questi stupendi parchi il non saper parlare che sono in dialetto "per fare prima" i fischi dei treni che passano, il vento... sei una penna d'argento... fabio.
