Trieste, 20 gennaio 1998
Ti ho visto piangere disperatamente, tu straniero in una città di persone
che si evitano, nella piazza fredda, in mezzo a gente frettolosa, seduto a
terra, in attesa di nulla.
Ti ho visto e mi sono fermato, eri sporco, uno straniero, non davi
nessuna fiducia.
Ma tu chiedevi aiuto in una lingua sconosciuta, nessuno ti capiva.
Avrei voluto stringerti, asciugarti le lacrime, darti il mio cappotto, al posto
del tuo giubbetto liso.
Ma non ho potuto, non ho voluto, la gente mi avrebbe guardato con
sospetto, con disgusto, non avrebbe capito.... siamo pieni di pregiudizi.
E’ così facile girarsi, andare via, lontano, senza guardare dietro di sé.
Tu hai atteso finchè hai deciso, quella notte, di farla finita e ti sei appeso
alle finestre del municipio.
Non sei più esistito, hai cancellato tutto di te, della tua esistenza
sfortunata ed ingiusta.
L’hai fatta finita e tra poco nessuno ti ricorderà, il tuo sacrificio sarà stato
inutile come quello di tanti altri uguali a te.
Ma quando cambieremo?
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
M
Mariasilvia15 febbraio 2006
Ti rispondo da pura istriana, si potrà cambiare, ma come dici tu... è ancora difficile per me, pensare in modo diverso, anche se le colpe le pagano sempre gli innocenti... Bellissima! mariasilvia.