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Riflessioni 15 febbraio 2006 · lettura 1 min · 1014 letture

Trieste, 20 gennaio 1998

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Salvatore 9 poesie pubblicate
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Ti ho visto piangere disperatamente, tu straniero in una città di persone che si evitano, nella piazza fredda, in mezzo a gente frettolosa, seduto a terra, in attesa di nulla. Ti ho visto e mi sono fermato, eri sporco, uno straniero, non davi nessuna fiducia. Ma tu chiedevi aiuto in una lingua sconosciuta, nessuno ti capiva. Avrei voluto stringerti, asciugarti le lacrime, darti il mio cappotto, al posto del tuo giubbetto liso. Ma non ho potuto, non ho voluto, la gente mi avrebbe guardato con sospetto, con disgusto, non avrebbe capito.... siamo pieni di pregiudizi. E’ così facile girarsi, andare via, lontano, senza guardare dietro di sé. Tu hai atteso finchè hai deciso, quella notte, di farla finita e ti sei appeso alle finestre del municipio. Non sei più esistito, hai cancellato tutto di te, della tua esistenza sfortunata ed ingiusta. L’hai fatta finita e tra poco nessuno ti ricorderà, il tuo sacrificio sarà stato inutile come quello di tanti altri uguali a te. Ma quando cambieremo?
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Salvatore
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Commenti (1)

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Mariasilvia15 febbraio 2006

Ti rispondo da pura istriana, si potrà cambiare, ma come dici tu... è ancora difficile per me, pensare in modo diverso, anche se le colpe le pagano sempre gli innocenti... Bellissima! mariasilvia.