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Fantasia 28 settembre 2008 · lettura 2 min · 1185 letture

Piazza Navona

B
Benito Ciarlo 229 poesie pubblicate
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La donna aspetta il colpo di mannaia che liberi il suo spirito dal corpo ha il capo chino ma sorride, e il volto è imporporato come nel momento in cui tranquilla si donò al suo dio. Ne sente l'unghia premere sul cuore la lingua sulla lingua e il fiato addosso. Una rondine enorme la sovrasta col libro aperto fra le mani giunte: snocciola litanie per ritardare il compiersi del viaggio. Ella potrebbe incenerirla lesta usando le parole necessarie ma la fretta impedisce ogni vendetta. Sanno che il fuoco non lambisce i piedi di chi del fuoco è figlia madre e sposa conoscono il potere che la corda rinsecca e rompe se torta sul collo, perciò non rogo o forca ma alabarda. Il frate s'avvicina e le promette misericordia prossima futura: ella s'adira e sputa sul suo petto, guarda la folla ammutolita e giura. Giura che dalla folgore potrebbe trarre tanta energia da scorticarli. Al cenno d'un prelato il frate cessa di consolar l'afflitta e tutto tace. Poggia i capelli rossi su quel ceppo che le carezza il collo come mano guarda negli occhi chi le taglia il crine. La scure s'alza mentre lei canticchia una canzone antica, sottovoce. Dal cielo l'acqua, come richiamata dalle parole mormorate appena, disperde il sangue sparso sul selciato. Il capo avvolto in cenci e il corpo monco non troveranno bara e sepoltura. Oggi la piazza è libera da palchi. Là dove stava il grande inquisitore siede tranquillamente un avventore che aspetta il suo martini con le olive. Nessuno bada al gatto che s'aggira tra i tavolini e la fontana accanto. Eppure è fulvo e par che dai suoi occhi lampi d'inferno investano i passanti.
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Il luogo dei supplizi, all'epoca, era Campo de' Fiori. La Poesia s'intitola Piazza Navona perché "quell'infernale gatto" lo vidi presso uno dei bar di quella bella piazza e scrissi la poesia subito dopo, seduto su una delle panchine di pietra vicino alla Fontana dei Fiumi.

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L'autore
Benito Ciarlo

Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat

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Commenti (1)

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Gabriella Cantoni28 settembre 2008

Splendida! Dovrebbe essere incisa su pietra e messa lì!