Violoncella
Eccoti. Abbracciato a lei.
Avvinghiato alla sua pelle d'ebano.
Attratto dalle sue forme morbide.
Alta. La sostieni, la circondi, la avvolgi.
Lei, con il suo canto ti ammalia.
Lei, con la sua voce ti attira.
Lei, con la sua presenza ti rassicura.
Al di là di una porta, vi scruto.
Attenta e silenziosa.
Ti guardo pizzicarla divertito.
Ti guardo accarezzarla innamorato.
E v'invidio un po'.
Abbracciati e uniti in un intreccio d'anime.
Librati in alto e sospinti in avanti.
Volteggiati con gli occhi socchiusi.
E io vi guardo.
E io vi ascolto.
E ascolto la vostra musica.
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Commenti (1)
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B
Benito Ciarlo4 ottobre 2008
Una malcelata vena di gelosia sembra permeare questi versi che all'apparenza paiono anche di compiacersi di spiare un atto d'amore. O, azzardo, la poesia rivive in terza persona un'esperienza personale e si fa mezzo per un transfert? (L'unica cosa che mi lascia un po' perplesso è dover pensare a due amanti "volteggiati" ... la figura mi sfugge).