Sofferenza

Tendo la mia anima
per salvarti dal dolore,
perché solo tu sai quanto
grande è il cielo.
Chiuso nell'angusto spazio
del corpo, non riesco
a raggiungere le tue labbra,
non sfioro capelli e guance.
Abbraccio presenza del tuo amore
mai esistito -forse prigioniero
di mari e monti- si lega
al collo e soffoca di baci.
In questa tortura, nutro
di speranza la carne, bevo
accettazione nell'attesa
dell'effetto.
Sono il più grande folle.
E vicino queste siepi non più toccate
dall'uomo, immerso nell'odoroso
oleandro, guardo lame
al posto di mani.
Sfiguro volto piangendo
lacrime miste a sangue.
Cavo occhi perché non voglio
più soffrire.
Perché più non voglio morire.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Frammento4 ottobre 2008
...anche le lame accarezzano... Bellissima... Un abbraccio
G
Gabriella Caruso4 ottobre 2008
poesia struggente e contorta, coinvolgente e dura. veramente gustata
Rosy Marchettini4 ottobre 2008
Poesia pregna d'amarezza, smarrimento... vorrei non leggere più che lame accarezzano il tuo volto ma dolci mani che teneramete sfiorano i tuoi occhi dandogli luce! Bellissima, piaciutissima, piaciuta in ogni sua parola

