Notte
Genuflessioni cicliche in segno di periodico rispetto,
o dispetti nascosti all'ombra di questi archi
aguzzi come i tetti?
Il mio ginocchio destro battendo sulla pietra
soffre di scricchiolii e si scotenna a volte
quindi non posso più arrivar fino a terra.
Perdoneresti un centimetro d'aria?
E' solo un cuscinetto che preserva un menisco.
Io non t'immaginavo permaloso,
ti sapevo clemente e comprensivo.
Forse sto esagerando.
Approfittare della tua pazienza, dei tuoi silenzi
ch'è facile scambiare per assensi!
Del resto è consuetudine, è proverbio, acconsentir tacendo.
E se ti confessassi che voglio provocare la tua ira?
È famosa anche quella ma taciturna anch'essa!
(Non tenterai il Signore Dio tuo)
Lo sai. Non è così. Sto bestemmiando
anche se in realtà desidero soltanto tentare di pregare
finalmente.
Mi genufletto ancora, ancora m'inginocchio,
che vuoi che sia il dolore?
Aspetto d'ascoltarti.
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L'autore
Benito Ciarlo
Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat
Commenti (2)
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V
Valerio Vergoni6 ottobre 2008
Religiosità interiore che si scontra con il formalismo, ma anche faticoso rapporto del credente con la divinità in un momento difficile e doloroso
Lina Maria Cino6 ottobre 2008
Il desiderio di pregare è già preghiera, se ci ricordiamo di farlo nel dolore, inevitabilmente, in noi stessi, troveremo la Sua voce.
