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Spirituali 6 ottobre 2008 · lettura 1 min · 1054 letture

Notte

B
Benito Ciarlo 229 poesie pubblicate
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Genuflessioni cicliche in segno di periodico rispetto, o dispetti nascosti all'ombra di questi archi aguzzi come i tetti? Il mio ginocchio destro battendo sulla pietra soffre di scricchiolii e si scotenna a volte quindi non posso più arrivar fino a terra. Perdoneresti un centimetro d'aria? E' solo un cuscinetto che preserva un menisco. Io non t'immaginavo permaloso, ti sapevo clemente e comprensivo. Forse sto esagerando. Approfittare della tua pazienza, dei tuoi silenzi ch'è facile scambiare per assensi! Del resto è consuetudine, è proverbio, acconsentir tacendo. E se ti confessassi che voglio provocare la tua ira? È famosa anche quella ma taciturna anch'essa! (Non tenterai il Signore Dio tuo) Lo sai. Non è così. Sto bestemmiando anche se in realtà desidero soltanto tentare di pregare finalmente. Mi genufletto ancora, ancora m'inginocchio, che vuoi che sia il dolore? Aspetto d'ascoltarti.
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Scritta a Tortona, in Ospedale. In quella stanza mia madre stava vivendo il suo penultimo mese.

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L'autore
Benito Ciarlo

Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat

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Commenti (2)

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V
Valerio Vergoni6 ottobre 2008

Religiosità interiore che si scontra con il formalismo, ma anche faticoso rapporto del credente con la divinità in un momento difficile e doloroso

Lina Maria Cino6 ottobre 2008

Il desiderio di pregare è già preghiera, se ci ricordiamo di farlo nel dolore, inevitabilmente, in noi stessi, troveremo la Sua voce.