Crazy rap number one
Se l'usignolo resta sul ramo di betulla
vuol dir che la foresta non diverrà mai brulla
pur se molti dei rami inaciditi e gialli
son pieni di ricami duri come coralli;
licheni inorriditi dall'acido che spilla
migrano indispettiti cercando un'altra villa.
Se il vento soffia forte e l'acqua cade a secchi
è segno che la morte li preferisce vecchi
ma io non sono certo che gli alberi caduti
ascoltino il concerto dei sogni miei perduti.
Meglio lasciare il bosco e andar per praterie
ché bene le conosco; così le mie bugie
si seccheranno al sole producendo concime
per garofani e viole. Metterò sogni in rime...
Mettere sogni in rime è un esercizio stolto
però m'aiuta a vivere e mi consola molto.
Correre fino al mare e lì fermarsi a scrivere
fermarsi ad ammirare tramonti e quieto vivere:
gli sbarchi clandestini dei poveri relitti,
di curdi e marocchini dalla miseria afflitti
e la solita storia del saccente del giorno
che ripete con boria di levarli di torno.
Il gioco non mi piace. Sto male qui, m'arrendo,
ho perso la mia pace per questo sogno orrendo.
Meglio lasciare il mare la rabbia m'accompagna
ma so dov'approdare: andrò lassù in montagna!
Le cime frastagliate che sfidano il ricordo
raccontano innevate di quando fuori bordo
uscivamo noialtri ch'ora siamo tranquilli
ricchi, potenti e scaltri. La tromba adesso squilli:
Se il mondo è capovolto
io resto sulle cime ad osservane il volto.
Mettere sogni in rime è un esercizio stolto
però m'aiuta a vivere e mi consola molto.
Son incubi? Che importa sono echi della vita
della natura storta d'umanità fallita.
Però ne faccio parte... Ma sì ne faccio parte:
e come l'usignolo rimescolo le carte!
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L'autore
Benito Ciarlo
Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat
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