Specchio, specchio delle mie
Ho solo vaghi, sbiaditi ricordi,
del primo bacio,
o quell'amore che mi fece maschio...
Ma sento ancora dentro me la sera
che ululai, solo, nel bosco,
perché ero lupo,
e corsi, strappandomi le unghie,
ad annusare la notte della vita,
la libertà che entrava nelle vene,
che io sentivo, leccavo,
bevevo e ne morivo...
Rammento chiaramente, di quel dolore
che confondeva il tempo mio,
e mi toglieva il fiato,
che mi portava giù,
nel buio di me stesso,
acceso da quei suoi occhi strani,
e quella fiaba che lei mi raccontava,
che io, cresciuto in fretta, non ascoltavo...
E ancora oggi ho in mente,
della mia guerra con quel me stesso
fermo ad aspettarmi,
di come è stata dura e
lenta la salita, seppur vissuta,
che ad oggi m'ha donato questa vita.
fonte infinita d'assunzione,
di consunte, mediate tacite emozioni...
Oh, se rammento,
di quando io ero lupo e rincorrevo,
nel gioco delle ombre del mio bosco,
la voglia di conoscere me stesso,
anche se ancora oggi,
fatico e non capisco,
la porta che s'è aperta nel mio petto,
mi renderà i colori o solo il nero,
s'allungherà il percorso del mio "io"
invano alla ricerca dello specchio
che parlerà il linguaggio dell'oblio.
Specchio, specchio delle mie brame...
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