Tramonto
A ponente le scie si ricongiungono
e sembra che una croce evanescente
svetti gelata su un golgota di sole.
Lontano il rombo – e più lontano l'altro –
s'ostinano a cantar per te un addio.
Lacrime trattenute premono
per mostrarsi tra le piccole rughe.
Non ostinarti a fissare il tramonto.
L'inganno della luce – si tratta di bagliori
pur se attenuati da foschia indecisa –
crea una schiera di spettri inopportuni.
Il rosso del tramonto che t'affligge,
svapora all'improvviso e riconduce
verso precoci tenebre serali.
Non hai mai sopportato d'aver macchie
sull'anima o negli occhi: volgi lo sguardo
calma verso l'ombra, verso il riquadro
che racchiude ancora – forse alterato,
forse un po' svanito – tutto l'amore
che hai voluto darmi. Sarà luce di nuovo.
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L'autore
Benito Ciarlo
Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat
Commenti (1)
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Adriana9 ottobre 2008
si, è proprio bella, a chiunque è dedicata è un canto dolcissimo
