Come la cera
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Quel volto è lo stesso volto che ci si porta dietro da anni ormai divenuto finto, come un calco di cera pronto a essere plasmato e lavorato a seconda delle necessità. Ma il nostro vero volto rimane mischiato e disciolto in quella linea di confine che non è l'orizzonte ma l'attimo che separa realtà da immaginario, vita e morte, essere e non essere, gioia e tristezza... e così via elencando tutti gli elementi che ci completano e si contrappongono in noi: uomini di cera, modellati dall'assurdo dell'esistenza. Vorrei a volte essere fatta di materiale che si scioglie per sparire in una pozza o ... se possibile, rinascere come nuova o non tornare più.
Versi malinconici che lasciano un po' d'amaro nell'anima... Poesia molto bella.
Crudi e profondi versi con una chiusa inattesa. Sempre triste ma bella.
Asciutta malinconuia... dopo versi eleganti. Piaciuita, da leggere lentamente
Poesia splendida anche se triste e malinconica. Letta e riletta perché avvolgente. Bravo!
un volto trasportato nel tempo coi suoi cambiamenti, i suoi lineamenti che malinconicamente segnano ...bellissima poesia pur se triste
La mia lettura evidenzia che la pesantezza dei pensieri tristi e malinconici in realtà ci porta a modellare immagini plasmabili come la cera, che facilmente possono assumere aspetti legati allo stato d'animo e qiundi mai dafinitivi. Una porta aperta all'ottimismo.
C'è un pessimismo profondo in questi bversi, in quel cercare e trovare quel viso, che d'umano ha solo le fattezze, e null'altro. Dolente ed amara, ma bella.




