Vecchio
Le notti passate a vegliare
i sogni spenti di candele consumate
le mani tremano,
ed i pensieri cavalcano i ricordi
di tempi lontani.
Allo specchio il passato di un uomo
fosse profonde nel viso,
macchie scure su le mani,
la pelle affinata,
chi è costui che scruta l'animo mio?
Si chiede inquietante
Non posso essere io.
Chi è colui che mi fissa
con il viso scavato
e il corpo curvo?
Sono arrivati quei momenti
di angoscia profonda
mi ricorda tanto mio padre...
ora sono davvero solo,
il mio amore più grande
volato lassù da tempo,
i figli miei lontani,
per un progresso che non va
per cui io stesso ho tanto lottato... .
Soggiunge ancora...
Chi è quello che mi fissa
con gli occhi di chi sa?
Mi sento inutile e ormai vecchio,
stanco e affaticato
vorrei addormentarmi per l'eternità.
Ho combattuto per un giorno migliore
che non è mai arrivato,
ho sperato nel vedere crescere i miei nipoti
ma così non è stato,
è giunto inesorabile il momento
che della mia vita
non resterà neppure la polvere.
Lui è lì ora disteso
sul divano dell'ozio,
l'ha visto cambiare
e morire nell'animo suo.
Così trascorrono i giorni
che rincorriamo instancabili
ma quando tutto sta per finire
solo allora capiamo
che la vita è solo un attimo
che ci sfugge dalle mani
come un granellino di sabbia.
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L'autore
Anfra
Sapere di me? Basta guardare un grosso ulivo contorto, che alza i rami verso il cielo, e saprai chi sono io.
Commenti (1)
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Antonio Cortazzo17 ottobre 2008
Che dire una poesia di rara bellezza, mi hai fatto emozionare. Letta e riletta la trovo davvero molto molto bella in tutta la sua malinconia