Perdonatemi o corpi celesti
La luce del sole
riscalda le mie membra
dandomi l'illusione
che quello sia il suo calore
e sorrido
quando un raggio attraversa il mio viso.
Ma la notte
gelida e maligna
è per me l'imago della tua assenza
quando solo e pensoso
ti cerco disperato lassù
dimenticando di averti ormai perduta.
E mille stelle brillano
in quell'arco celeste
orgogliose della propria luce
ma irritate dalla mia indifferenza
quando il mio sguardo porgo altrove
ed una lacrima tradisce il mio cuore.
Anche la luna disperata
mi offre di se una facciata
ma delusa rimane
quando non la osservo fluttuare
e dietro una nuvola sparisce
convinta di rendermi più triste.
Perdonatemi o corpi celesti
se la mia indifferenza vi ferisce
ma il vostro splendor mi rende triste
perché non è sufficiente
a far battere il mio cuore
che il suo bagliore ricorda con tanto ardore.
©
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