Megattere silenti
Una fonte di pietra
riversa sul mio petto
un diluvio di sale.
Ricordi di risacche
di buio e di bagliori,
di gelo e di tepori,
spingono avanti il carro.
(Dormi col dito in bocca
come fossi una bimba)
Megattere silenti,
cirri radi e sospesi
ai rami dell'aurora,
sonagli di serpenti
che vibrano distratti,
gusci di tartaruga
usati come secchi,
specchi senza riflessi:
questo noi siamo adesso.
(Sul tuo ventre setoso
oscilla un metronomo
per dare ritmo al sonno).
Palafitte inchiodate
nel fango della via
che si sbirciano bieche
come vite avversarie.
Rughe fra gli occhi
profonde e verticali.
Questo saremo poi.
©
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L'autore
Benito Ciarlo
Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat
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